Si è svolta mercoledì 1 luglio, al Real Museo Mineralogico di via Mezzocannone, l’inaugurazione dei restauri realizzati dal Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II nell’ambito del progetto PNRR per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura. Un intervento che ha restituito piena accessibilità a uno degli spazi museali storici della città, e che ha visto la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli affiancare l’Ateneo lungo tutto il percorso.

Il Salone del Museo di Mineralogia dopo il restauro. Credit: Ufficio Comunicazione Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli
Le funzioni di tutela sono state esercitate dalla Soprintendenza, diretta dalla Soprintendente Rosalia D’Apice, attraverso il funzionario architetto Sara Orabona, responsabile dell’istruttoria. L’intervento, che insiste su un bene di interesse culturale, è stato autorizzato ai sensi dell’art. 21 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) sul progetto di fattibilità tecnico-economica, all’esito di un procedimento condotto in tempi particolarmente rapidi.
Quella rapidità non è un dettaglio. L’esame del progetto si è svolto nei mesi estivi, in pieno agosto, per consentire all’Università di rispettare le scadenze stringenti imposte dal finanziamento PNRR. Le interlocuzioni preliminari tra i tecnici dell’Ateneo e gli uffici della Soprintendenza hanno permesso di sciogliere in anticipo i nodi progettuali, riducendo i tempi senza mai abbassare il livello del controllo.

Incontro istituzionale nella Sala del Museo di Mineralogia Credit: Ufficio Comunicazione Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli
Durante i lavori, la Soprintendenza ha esercitato l’alta sorveglianza sul cantiere. È stata una collaborazione di carattere scientifico: le scelte dei materiali sono state condivise progressivamente e i dubbi emersi in corso d’opera affrontati congiuntamente, fino alla definizione delle soluzioni adottate.
Il risultato è uno spazio storico reso accessibile a un pubblico più ampio, nel rispetto della sua identità materiale. Un esito che conferma come la tutela del patrimonio non sia un passaggio burocratico, ma un lavoro tecnico condiviso al servizio della collettività.

Le vetrine ottocentesche del Museo di Mineralogia. Credit: Ufficio Comunicazione Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli