Il 18 settembre 2026, dalle 9.30 alle 19.00, la Chiesa di Santa Maria dell’Incoronata (via Medina, Napoli) ospita la giornata di studi “Innovazione digitale per la Cultura. Ecomic e il rapporto con le esperienze del territorio”, promossa nell’ambito di Ecomic, l’ecosistema digitale per la cultura realizzato dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione e dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library del Ministero della cultura nell’ambito dell’Investimento M1C3 del PNRR, “Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale”.
La giornata costituirà l’occasione per presentare “Le Trame degli Aragonesi”: un gioco investigativo geolocalizzato, che si svolge camminando per il centro storico di Napoli alla ricerca di indizi nascosti nei luoghi della città aragonese, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Il gioco, accessibile da smartphone, sarà presto disponibile per cittadini, studenti, turisti e altri utenti interessati ad esplorare i luoghi storici e la cultura della città in un modo nuovo e coinvolgente.
Il progetto sarà presentato da Barbara Balbi, funzionaria restauratrice e responsabile scientifica dell’intervento della Soprintendenza: dal restauro dei beni culturali coinvolti fino alla loro trasformazione in esperienza di gioco. Balbi cura il progetto sui corredi funebri aragonesi fin dal suo avvio nel 2019 e ne ha accompagnato tutte le fasi. Lo sviluppo del gioco, realizzato grazie ai servizi offerti da Ecomic attraverso la piattaforma DPaaS, è stato affidato a Grifo Multimedia con il supporto di Lapej.
L’intervento riguarda i corredi funebri di re, regine e dignitari di corte aragonesi conservati nella basilica di San Domenico Maggiore. Il restauro ha permesso di attribuire correttamente ogni sepoltura, stabilizzare i tessuti e catalogarli nel sistema nazionale. Da questo lavoro nasce oggi una caccia al tesoro urbana che parte da San Domenico Maggiore e attraversa i luoghi aragonesi della città, alla scoperta di un patrimonio finora poco conosciuto.

Il costume digitale di Isabellea d’Aragona del percorso di gamification “Le Trame degli Aragonesi”
La mattina si apre con la presentazione della piattaforma Ecomic. Ai saluti istituzionali delle 9.30 partecipano Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale, Andrea De Pasquale, Direttore Generale della Direzione generale digitalizzazione e comunicazione, Giuliano Romalli, Direttore dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library, e Rosalia D’Apice, Soprintendente della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per il comune di Napoli. A seguire Barbara Balbi presenta “Le Trame degli Aragonesi” insieme a Lapej e Grifo Multimedia.
Dalle 15.30 il pomeriggio si sposta sulle scuole di restauro e sul loro ruolo nella valorizzazione del patrimonio, con la Soprintendenza e l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Un passaggio è dedicato al cantiere scuola della Chiesa dell’Incoronata.
Chiude la giornata, alle 18.00, il concerto “D’amore e guerra. Madrigali e villanelle d’amor cortese”, affidato a La Vaga Aurora. L’Ensemble, della Società Polifonica della Pietrasanta, si dedica allo studio storicamente informato della musica rinascimentale sotto la direzione artistica del maestro Rosario Peluso. Dal 2019 il gruppo porta nei principali musei e luoghi d’arte napoletani un repertorio raro: dai madrigali di Vittoria Aleotti alle villanelle della scuola napoletana, fino ai madrigali del cinquecentista Cimello, trascritti dallo stesso maestro Peluso.
“‘Le Trame degli Aragonesi’ è un buon esempio di come la ricerca e la cura quotidiana del patrimonio possano trasformarsi in nuove occasioni di conoscenza. Dietro il gioco c’è un lavoro scientifico lungo anni: renderlo accessibile a un pubblico più ampio fa parte del nostro compito istituzionale” — Rosalia D’Apice, Soprintendente Archeologia belle arti e paesaggio per il comune di Napoli.
