La Chiesa di Santa Maria Incoronata apre al pubblico: un gioiello gotico nel cuore di Napoli

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli apre al pubblico la Chiesa di Santa Maria Incoronata, in via Medina, nell’ambito del Piano di Valorizzazione 2026. Due le giornate di apertura straordinaria, con visite guidate, sabato 4 e domenica 5 luglio, dalle ore 9.00 alle 13.00.

Nascosta sotto il livello dell’attuale via Medina, l’Incoronata è uno degli edifici medievali meno conosciuti e affascinanti della città. Fondata nella seconda metà del XIV secolo per volontà di Giovanna I d’Angiò, la chiesa è tradizionalmente collegata all’incoronazione della regina e del marito Luigi di Taranto. Da una reliquia lì custodita, una spina ritenuta appartenente alla Corona di Cristo, deriva il nome con cui la chiesa è conosciuta. La posizione ribassata di circa tre metri rispetto alla strada non è un’anomalia originaria, ma la conseguenza delle opere difensive cinquecentesche realizzate attorno ai fossati di Castel Nuovo, che comportarono l’innalzamento del piano stradale e finirono per “interrare” l’edificio.

Interno della Chiesa di Santa Maria Incoronata, Napoli © Ministero della Cultura – SABAP Napoli

Il cuore artistico della chiesa è la sua decorazione pittorica trecentesca. La navata maggiore conserva i cicli di Roberto d’Oderisio, tra i maggiori interpreti della pittura napoletana di matrice giottesca, con il Trionfo della Religione, i Sette Sacramenti e le Storie bibliche. Nella Cappella del Crocifisso si conservano invece i frammenti delle Storie di San Ladislao, attribuiti a un anonimo maestro di area marchigiana attivo agli inizi del Quattrocento. Un patrimonio che fa dell’Incoronata una testimonianza preziosa della Napoli angioina e del suo ruolo di capitale del Regno.

Compianto sul Cristo morto Chiesa di Santa Maria Incoronata, Napoli. © Ministero della Cultura – SABAP Napoli

La chiesa ospita attualmente due laboratori di restauro, che affiancano le attività di tutela e rappresentano un’importante occasione di formazione e ricerca. Uno dei laboratori è curato dalla Scuola di Alta Formazione e Studio per il Restauro dell’Università Suor Orsola Benincasa, nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto con la Soprintendenza, a conferma della proficua collaborazione tra le due istituzioni per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Attività di restauro su superficie pittorica. Chiesa di Santa Maria Incoronata, Napoli. © Ministero della Cultura – SABAP Napoli

Sull’edificio la Soprintendenza esercita la propria azione di tutela, di cui le aperture straordinarie rappresentano il naturale completamento: consentire ai cittadini di conoscere questi luoghi significa non solo conservarli, ma restituirli pienamente alla vita della città.

Chiesa di Santa Maria Incoronata (NA), interno con allestimento. © Ministero della Cultura – SABAP-Napoli

Le aperture rientrano nel programma di aperture straordinarie diurne dei luoghi della cultura promosso dalla Soprintendenza per il 2026, che nei prossimi mesi interesserà anche altri siti della città.

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