«Parthenope e Neapolis» presentati a Napoli gli atti del LXII Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Nell’Aula Magna della Scuola Superiore Meridionale di Napoli è stato presentato il 15 luglio 2026 il volume «Parthenope e Neapolis. Atti del LXII Convegno di Studi sulla Magna Grecia» (Taranto 2026), a cura di Luigi La Rocca e Carlo Rescigno. L’incontro è stato promosso dal Ministero della Cultura, dall’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia e dalla Scuola Superiore Meridionale, e ha visto la partecipazione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, alla presentazione del volume «Parthenope e Neapolis» (Napoli, 15 luglio 2026)- Foto: Ufficio Comunicazione SABAP-NA

Il convegno ha affrontato le origini della città di Napoli attraverso la lettura stratigrafica del suo impianto urbano, che — a differenza di altri centri storici — si è sviluppato per espansione piuttosto che per sovrapposizione e cancellazione delle fasi precedenti: una continuità che rende leggibile, nel tessuto della città contemporanea, la sua evoluzione dall’età preellenistica fino alle fasi più recenti. Tra i temi al centro della discussione, il ruolo degli spazi sotterranei e degli ipogei nella vita rituale della città antica, e i ritrovamenti emersi nel corso degli scavi della metropolitana — dal santuario dedicato ai giochi isolimpici in piazza Nicola Amore fino alle imbarcazioni di età imperiale riportate alla luce nell’antico porto di Neapolis, presso l’attuale piazza Municipio.

Tra i contributi raccolti nel volume figura quello del co-curatore Carlo Rescigno, dedicato agli ipogei ellenistici napoletani — le camere funerarie sotterranee scavate nel tufo, di cui gli esemplari di via Cristallini, nella valle della Sanità, costituiscono il caso meglio documentato. Il progetto di studio ha unito ricerca e restauro virtuale, permettendo di documentare elementi non noti in precedenza: una nuova camera, il capitello restituito a una delle facciate scolpite, il ritrovamento di un mascherone a volto di Pan. Il contributo ricostruisce le due fasi di utilizzo delle camere — la prima, di epoca ellenistica, legata alle inumazioni; la seconda, di età romana, alle cremazioni — e la loro decorazione pittorica, in larga parte di soggetto dionisiaco.

Il volume ospita inoltre il contributo dello stesso Luigi La Rocca, Neapolis nei musei della città: la città museo, dedicato al rapporto tra archeologia e grandi opere pubbliche a Napoli, con particolare riferimento agli scavi della metropolitana. Il saggio ripercorre i principali ritrovamenti restituiti dai cantieri delle linee 1 e 6 — dal teatro romano alla basilica di San Lorenzo Maggiore, dall’area archeologica di Carminiello ai Mannesi ai resti di epoca romana e angioina di piazza Municipio, fino al santuario dei giochi isolimpici di piazza Nicola Amore — e affronta il tema della verifica preventiva dell’interesse archeologico e delle forme di conservazione e valorizzazione in situ dei reperti, restituiti alla città come un museo diffuso nel proprio tessuto urbano. Il contributo dà inoltre conto del progetto «Napoli Archeolab», il laboratorio destinato alla catalogazione e allo studio dei materiali provenienti dagli scavi della metropolitana.

Alla ricostruzione storica della città sono dedicati anche i contributi di due archeologi della Soprintendenza: Giuliana Boenzi, La città tra V e II secolo a.C., e Stefano Iavarone, La città romana: l’espansione extra moenia e i luoghi di otium.

Hanno presentato il volume Riccardo Di Cesare (Università di Foggia) e Amedeo Visconti (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli); hanno introdotto i lavori Arturo De Vivo e Aldo Siciliano.

Locandina dell’evento di presentazione del volume «Parthenope e Neapolis»

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