RICOLLOCATA NELLA CAPPELLA CARACCIOLO DI VICO, LA STATUA RUBATA DI SAN GIOVANNI

ARTE RITROVATA:

IL RITORNO DEL SAN GIOVANNI BATTISTA DI GIROLAMO SANTACROCE

A SAN GIOVANNI A CARBONARA

Mercoledì 20 giugno alle ore 11,00 nella chiesa di San Giovanni a Carbonara è stata riconsegnata un’ importante scultura, recuperata dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dopo un furto avvenuto nel maggio del 1977.

Al termine della brillante operazione condotta dai Carabinieri nel 2016, l’opera è stata sottoposta a un intervento conservativo da parte dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma che ha riportato in luce l’altissimo livello artistico di questa scultura rifinita in tutte le sue parti, nonostante fosse destinata ad una nicchia.

Hanno presentato l’opera: il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli Architetto Luciano Garella, il Comandante del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale, Tenente Colonnello, Nicola Candido, le docenti dell’ Istituto di Restauro di Roma, Luciana Festa e Flavia Vischetti con Nicola Pagani, che hanno illustrato le fasi dell’intervento conservativo e Riccardo Naldi docente dell’ Università degli Studi “l’Orientale”, che ha condotto importanti studi su Santacroce e sulla scultura del ‘500 a Napoli. Presenti: Padre Edoardo Parlato, Responsabile per i Beni Culturali della Curia di Napoli, Ida Maietta referente della Soprintendenza per l’organizzazione dell’evento insieme al parroco don Ciro Riccardi.

La scultura è il San Giovanni Battista, realizzato in marmo da Girolamo Santacroce (Napoli 1502 c.a-1537 c.a) per l’altare dell’Epifania della cappella di Galeazzo Caracciolo di Vico, opera dei due maestri spagnoli Diego de Siloe e Bartolomé Ordoñez .

Questa intensa raffigurazione del Precursore costituisce la prima opera conosciuta del giovane scultore (1516-1517 circa) e si colloca in un serrato dialogo con la plasticità di marca spagnola degli altri rilievi dell’ altare.

Nel suo breve percorso artistico Santacroce si affermò, in parallelo con Giovanni da Nola , come l’esponente più importante della scultura napoletana della prima metà del Cinquecento, realizzando autentici capolavori.

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